Il design non deve piacere a tutti.
Anzi.
Forse uno spazio davvero riuscito è proprio quello che, almeno per un momento, ti fa fermare.
Ti incuriosisce.
Ti sorprende.
Magari ti spiazza.
Perché progettare un ambiente non significa semplicemente scegliere qualcosa di bello. Significa prendere decisioni. A volte anche coraggiose.
Negli ultimi anni abbiamo visto il design cambiare velocemente: stili che diventano virali, colori che durano una stagione, immagini perfette che scorrono sui nostri schermi e che sembrano suggerirci continuamente come dovrebbe essere una casa, un negozio, un ufficio.
Ma c’è una domanda che ci interessa di più:
quanto di tutto questo ci rappresenta davvero?
La bellezza non è una formula
Un progetto non nasce mettendo insieme elementi che funzionano singolarmente.
Nasce dalle relazioni.
Tra pieni e vuoti.
Tra luce e ombra.
Tra materiali.
Tra ciò che ci aspettiamo e ciò che non ci aspettiamo.
Ed è proprio lì che, secondo noi, il progetto prende vita.
Non quando tutto è perfettamente coordinato.
Ma quando tutto ha un motivo.
Abbiamo smesso di progettare per la foto?
Viviamo in un momento in cui un ambiente viene spesso visto prima attraverso uno schermo che dal vivo.
Una fotografia deve catturare l’attenzione in pochi secondi. Ma uno spazio vero deve fare qualcosa di molto più difficile:
deve continuare a funzionare quando la fotografia è finita.
Deve essere bello alle nove del mattino e alle sette di sera.
Deve essere interessante dopo la prima visita.
Deve appartenere a chi lo vive.
Ed è questa la parte del design che ci interessa di più.
Un progetto non è una tendenza
Le tendenze possono essere un punto di partenza.
Ma non dovrebbero essere il punto di arrivo.
Perché tra cinque anni quella tendenza potrebbe essere già passata. Un progetto ben pensato, invece, dovrebbe continuare a raccontare qualcosa.
Di chi lo ha scelto.
Di chi lo ha progettato.
Di chi lo vive ogni giorno.
È per questo che, quando iniziamo un nuovo lavoro, la domanda non è soltanto:
“Cosa va di moda?”
La domanda è:
“Cosa ha senso qui?”
Ed è da questa domanda che comincia ogni nostro progetto.
